Adwords: non improvvisate!

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Adwords: non improvvisate!

Adwords : il lato oscuro del web

Cosa sono gli (o le) adwords ? Che cosa è una vera performance ? Chi sono i veri professionisti del settore?

Al giorno d’oggi  sembra tornato in auge un vecchio adagio: tutti devono saper fare tutto. Ogni giorno qualcuno si sveglia e pensa di poter intraprendere una carriera diversa da quella che lo ha caratterizzato fino a quel momento.  Magari per fare qualcosa che, all’apparenza, sembra facile, intuitivo, alla portata davvero di tutti.

In effetti, aprire un account Google Adwords (ma anche Microsoft Advertising)  è molto facile. Bastano davvero pochi accorgimenti, una carta di credito, e si è subito pronti ad avventurarsi nel meraviglioso mondo degli annunci a pagamento. E’ poi a questo punto che, di solito, cominciano i veri problemi.

Meglio una campagna di ricerca? Una display magari, oppure una discovery? Una shopping? Una Video? O una intelligente (prendete la parola “intelligente” con molta cautela)?

La varietà è così vasta e articolata che già al secondo step di configurazione ci si può trovare in un mare di guai.

Ovviamente l’account Google adwords offre la possibilità di una gestione semplificata per i “non addetti ai lavori”, ma questo implica una totale assenza di controllo su alcuni parametri fondamentali che possono determinare il successo o il fallimento di una campagna di advertising più professionale.

Con oltre 10 anni di esperienza alle spalle in questo ambito, possiamo affermare con una certa sicurezza, che scegliere la campagna giusta può determinare il successo o il fallimento di qualsiasi attività che pretenda di pubblicizzare i propri brand o prodotti  sul web. 

Ecco la varietà di campagne adwords che possiamo realizzare

Ma facciamo un passo indietro e procediamo con ordine  con un semplice esempio ma emblematico.

Michele (nome inventato) decide di aprire uno shop di magliette sul web. Il ragazzo ha talento da vendere, un ottimo illustratore, così si dice in giro, ma ha poca dimestichezza con gli strumenti che caratterizzano il digital marketing. Chiede ad un amico improvvisato, “lo smanettone”, di creargli un sito web con un CMS (come WordPress), uno così, tanto per avere un punto di appoggio e mostrare/vendere i propri prodotti. Michele ha sentito dire anche che Facebook,  Linkedin ed Instagram, sono importanti, per cui decide di aprire delle pagine con il nome della sua creazione: “La mia maglietta top”.

Fino a questo momento non si è posto però alcune domande fondamentali: esiste spazio nel mercato per un prodotto del genere? Esiste, attualmente, una domanda alla quale rispondere con un’offerta adeguata? Chi sono i maggiori competitor del settore?

Dopo qualche settimana, l’entusiasmo iniziale comincia a vacillare, quando, affrontate le spese iniziali, Michele nota che il sito non decolla. E, a dire il vero, non sa neppure quanti visitatori  ogni giorno visitano le sue pagine. Tra l’altro, l’amico smanettone ha omesso l’installazione di un tag di Google Analytcs che avrebbe potuto registrare le visite e verificare il numero di accessi e magari definire la qualità/quantità del traffico.

Stesso discorso per la velocità e l’usabilità del sito stesso. Se avesse usato uno strumento come Pagespeed Insights avrebbe scoperto che il suo sito era bello, ma troppo lento e che necessitava di una messa a punto per funzionare davvero al 100%  così come stabilito dalle linee guida di Google.

Ma tutto questo Michele non lo sa e non lo può sapere (non è il suo lavoro del resto) e continua segretamente a sperare che, improvvisamente, le cose vadano per il meglio. Lavora sodo sulle sue illustrazioni e continua a sperare. Le spese aumentano in proporzione ma la revenue è sempre scarsa.

Magari vende anche qualche pezzo ma è ben lontano dalle performance che sogna per iniziare a marginare seriamente. Inoltre, qualcuno si lamenta della mancanza di sicurezza delle transazioni per l’assenza di certificati SSL.

Un’analisi del mercato e della concorrenza, magari effettuata attraverso Semrush o SeoZoom (questo più indicato per il mercato italiano), avrebbe rivelato che nella sua località esisteva già un pretendente al trono con una precisa strategia di marketing in atto.

Ecco che l’amico smanettone gli consiglia allora di aprire un account Google adwords: “che ci vuole?”. Una gmail e qualche euro per iniziare. Anche un bambino potrebbe avviare l’attività di advertising su Google!

Nessuno però si pone un’altra fatidica domanda: perché esistono agenzie in Italia che si fanno pagare 30-40 mila euro per una consulenza sull’ottimizzazione dei funnel e delle campagne, nonché il miglioramento dell’esperienza utente sul sito, includendo anche nel computo la messa a punto di una strategia adeguata di marketing online?

Michele ignora anche questo e comincia a spendere soldi in campagne senza avere la minima idea di cosa sia un ROAS, una CPA ma nemmeno cosa sia un CPC. Vede alcuni clic sulle sue campagne e, inizialmente, si galvanizza per il risultato. Tuttavia, continua a non considerare un bounce rate oltre l’85%. Cosa significa?

Magari si tratta di campagne fuori target, oppure si tratta semplicemente di un problema tecnico sul sito (ricordiamo che un sito considerato affidabile carica le proprie pagine in meno di 3 secondi). I problemi possono essere tanti. Ma Michele tutto questo non lo sa.

Butta via altri soldi e a fine mese decide che il suo sogno è in realtà un incubo dal quale vuole uscire a tutti i costi.

Chi è addentro alla materia, avrà già colto la miriade di imperfezioni e difetti presenti nell’esperienza del povero Michele. Imperfezioni che, in un mondo estremamente competitivo, come quello del web, si rivelano fatali.

Perché è accaduto? Diciamo che questo accade perché molti imprenditori vedono ancora con diffidenza le agenzie web e di martketing digitale. L’effetto “black box” è sempre in agguato: è esattamente quello che accade quando portiamo la macchina dal meccanico. Dobbiamo avere fiducia, perché non siamo meccanici e le poche informazioni che abbiamo possono essere sbagliate. Avete mai provato a riparare da soli i freni di una macchina? Potrebbe essere molto pericoloso se non sapete esattamente dove mettere le mani.

Allo stesso modo, chi si affida ad un’agenzia di marketing, deve avere fiducia nella professionalità di chi gli sta di fronte. Una campagna adwords si struttura partendo da un’analisi del mercato e dei competitor, definendo, inoltre, quale tipologia di pubblico può essere interessato ad un determinato prodotto. Tralasciando i dettagli, non avere questo tipo di informazioni è come una sfida a mosca cieca: dispendiosa e frustrante.

Gestire un account Google Adwords e un piano di marketing digitale,  significa avere a che fare con numeri e calcoli, previsioni e trend, costi e tanto altro.

E’ chiaro che affidarsi a dei professionisti in questo caso è fondamentale! Nessuno può improvvisarsi in questo campo e sperare di non perdere denaro. Il consiglio è rivolgetevi solo ad agenzie qualificate e ad esperti che possono portarvi un curriculum fatto di successi e di casi studio, utili all’attività che avete in mente.

Anche Michele ora, finalmente, lo sa.

 

 

 

 

 

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