Ecco come finisce il marketing online

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Ecco come finisce il marketing online

Come prepararsi al cambiamento definitivo nell’ambito del marketing online e non?

Per parlare di questo, facciamo prima un bel passo indietro partendo dal lontano 2001 per l’esattezza. Era quasi la fine dell’Estate, un Settembre torrido qui da noi, ricordo che mi trovavo nell’allora cucina dei miei genitori e guardavo distrattamente la televisione, sempre accesa, come sottofondo costante di ogni riunione familiare.

Soliti programmi sciocchi del mattino fatti per intrattenere un pubblico annoiato appena rientrato dalle vacanze estive e pronto ad affrontare un nuovo anno di routine lavorativa.

Improvvisamente l’immagine si è oscurata, dopodiché ho visto un areo di linea della American Airlines schiantarsi sulla facciata di vetro di una delle torri gemelle (la Torre nord), simbolo del mercato globale e del “benessere” occidentale. Un’escalation terrificante che è durata più di un’ora.

Ma quel primo frame non lo dimenticherò mai. Nella mia mente, condizionata da una cinematografia fatta di decine e decine di disaster movie, quella scena iniziale apparteneva ad un iperrealistico trailer di un nuovo blockbuster di intrighi internazionali. Solo dopo un minuto, ho capito che quella era l’agghiacciante realtà. Il mondo stava cambiando repentinamente di fronte ai miei occhi. Cosa è successo da quel momento in poi?

E’ cambiata non solo l’economia a livello macroscopico (specialmente fra alcuni Paesi), ma è cambiato un modo intero di vedere le cose, di considerare una parte del mondo. E’ cambiata l’idea di sicurezza e di rischio.

Un evento di proporzioni immani, imprevedibile e disastroso, ha provocato una reazione a catena dagli effetti non sempre prevedibili. Tutto questo ha portato l’Umanità sulla soglia di un nuovo mondo nel quale adattarsi.

Passiamo ai nostri giorni. Quanti di voi, all’inizio di questo 2020, avrebbero immaginato di ritrovarsi chiusi in casa per oltre due mesi, assediati da un misterioso virus mortale arrivato dalla Cina (con furore davvero) ? Non credo che molti avrebbero potuto prevedere o immaginare uno scenario apocalittico di queste proporzioni.

Anche in questo caso, il nostro mondo è cambiato profondamente, la nostra specie si è adattata ad un nuovo clima relazionale (o non relazionale in questo caso particolare). I nostri acquisti quotidiani e le nostre routine si sono trasformate radicalmente.

Alcuni di questi cambiamenti sono e saranno permanenti. Anche il mondo del marketing è cambiato (o è in procinto di) , questo perché analizzando i dati e i comportamenti dei consumatori, non ci può esimere dal valutare gli effetti economici di questa pandemia sui consumi stessi e, in particolare, sulla tipologia e modalità di fruizione di questi.

La prima considerazione che condividiamo con Michael Mothner, fondatore e CEO di Wpromote INC . è l’accresciuta importanza del ca

nale digitale per quello che riguarda gli acquisti. Salta all’occhio come sia necessario investire in sistemi di marketing che, sempre di più, ci consentano di misurare le abitudini e le tendenze perseguite dagli utenti.

Non solo, aggiungiamo che, sempre di più, sarà necessario rendere l’esperienza dell’utente consumatore, quanto più appagante e fluida possibile, dandogli costantemente la certezza che tutte le transazioni e dati restino al sicuro.

 

Nuovi formati nel marketing online 

Una delle sfide sarà quella di un marketing d’avanguardia che ricerchi nuovi format testati su scala locale e quindi globale (scalabili), ricerca sugli interessi e domanda in real time, quindi sviluppare centinaia di varianti creative in poco tempo. La personalizzazione del marketing  (già accennata da alcuni grossi brand) sarà fondamentale per attirare i clienti e farli sentire come nel negozietto sotto casa.

Un fattore comune a tutti i casi di successo visti fino ad ora è, quindi,  la cura per il cliente già acquisito. Non è tanto accrescere le vendite smodatamente ma è fondamentale “coccolare” il nostro già cliente. Perché? Perché il cliente contento è il cliente che ritorna e che resta. Perché in un clima fortemente concorrenziale, vince chi offre più servizi più “utili” e fa sentire chiunque a proprio agio. E’ facilissimo, infatti, rivolgersi a qualcun altro che, alle volte, semplicemente è più gentile o comunica sicurezza. Basta un piccolo regalo alle volte, gradito perché inatteso. Amazon in questo campo è già all’avanguardia.

Una cosa che, del resto, è sempre successa nella quotidianità degli scambi commerciali tra consumatori ed esercenti vis-a-vis.

In questo nuovo scenario di relazioni dematerializzate è importante dare all’utente un’esperienza che lo invogli ad usare ancora il nostro portale, il nostro sito , la nostra app. Un’interfaccia farraginosa,  colori troppo sparati, o peggio una UI incoerente o illogica, può portare le persone semplicemente altrove, non importa l’investimento in pubblicità che viene preventivato. Alle volte, passa in secondo piano persino la qualità del prodotto stesso, spesso sorpassata da un’altra miriade di fattori che possono essere nel lungo termine molto rilevanti.

 

Conclusioni 

Insomma, nessuno aveva previsto questo scenario e l’unica cosa che si può fare è adattarsi alla nuova realtà. Un contesto che non ci appare momentaneo o eccezionale ma che ha tutti i connotati per sfociare in una realtà stabile e duratura. Come una vera e propria specie, le aziende devono sopravvivere a questo momento ricostruendo il proprio marketing e il proprio universo legato al cliente.

Una sfida aperta che ci attende insomma. Siamo pronti ad affrontarla?

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