Shopping online e corrieri: 5 cose da sapere

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Shopping online e corrieri: 5 cose da sapere

Guai amazon e bartolini

Nell’ epoca dello shopping online, dei blackfriday e dei cybermonday è necessario alle volte muoversi con cautela nell’universo delle offerte presenti sul web.

Ecco alcuni piccoli accorgimenti per non incappare in grosse delusioni e fregature, ma prima, la descrizione di un’esperienza personale che è servita a testare la qualità del servizio di due colossi come Bartolini e Amazon, gli esiti non sono così scontati e, anzi, per certi versi vi sorprenderanno:

Lo scorso Dicembre vedo un prodotto hi-tech piuttosto interessante e ad un prezzo ancora più interessante. Ci sto, l’affare è presto fatto, ho bisogno di un regalo per un compleanno. Decido di acquistarlo e mi sincero che il prodotto sia inviato dalla logistica dello shop online di Bezos piuttosto che dal vendor, questa mi sembra la soluzione più efficace e, allo stesso tempo, più sicura.

Tutto fila liscio e subito mi viene comunicato che l’oggetto sarà inviato da una sede estera di Amazon per arrivare a destinazione il 3 di Gennaio. Mi viene anche comunicato quello che su Amazon viene indicato come numero di spedizione fornito dal corriere (Bartolini). Primo intoppo: il numero di spedizione non è quello che troverete sul sito di Bartolini ma corrisponde invece all’ID del collo che vi viene inviato.

Attendo il giorno fatico e nulla. Il pacco è fermo secondo il tracking fornito a Milano (Landriano – 166) mentre dovrebbe essere già a casa mia. Mi attivo per chiedere informazioni attraverso il customer care di Amazon (e mi chiedo cosa sarebbe successo se non lo avessi fatto) e vengo informato (invero in modo molto educato) che il prodotto risulta in ritardo e che la data di arrivo prevista è ora il 14 Gennaio. Seconda discrepanza con quanto viene invece detto dal Corriere Bartolini che indica come data di consegna prevista il 7 di Gennaio.

Più o meno inizio a comprendere cosa sta accadendo. Faccio un giro sul web e vedo che Bartolini ha un reputazione pessima (lo sapevo già ma volevo sincerarmi che nel frattempo non fosse migliorata, vedi mai..) ma decido di attendere sino al giorno da loro indicato. Ovviamente non arriva nulla ed ogni mattina il giorno di consegna viene posticipato al giorno successivo, poi direttamente di tre. Decido di chiedere ancora ad Amazon e dall’ufficio dell’executive customer relations mi viene infine confermato ciò che temevo, ovvero che il pacco è stato smarrito (sic!). Per scrupolo invio mail (sempre meglio avere una documentazione scritta di queste comunicazioni piuttosto che una conversazione con chi, magari, non lavorerà più lì il giorno dopo) anche al customer service di Bartolini che non risponde neppure al messaggio.  Da Amazon mi mettono quindi di fronte  a  due strade: rimborso completo o buono acquisto.

Mi chiedo a che pro un buono acquisto per un prodotto che verrà inviato sempre con lo stesso corriere e quindi non farà  altro che espormi ad un altro caso di sparizioni magiche. A questo punto getto la spugna, l’impulso all’acquisto alla base di ogni spesa si è dissolto, rinuncio dopo 15 giorni circa di attesa. Voglio i miei soldi indietro. “

Questa mini Odissea non certo positiva vi fa capire come spesso la comunicazione sia il guaio principale anche di grosse entità come Amazon che hanno fatto dell’esperienza di acquisto il loro principale leit motiv e che annullano, di fatto, quanto di buono viene realizzato sul sito  a livello di user experience e con il marketing d’assalto che contraddistingue questo big del commercio online.

Ho riscontrato almeno 3 problemi:

1. La necessità di un linguaggio comune tra corriere e Amazon (uniformare i codici di spedizione – si tratta di cambiare il nome su campo del DB e di ridefinire i parametri di un webservice);

2. La comunicazione verso l’utente che viene lasciato nel limbo fintanto che non sia lui stesso ad attivarsi con richieste specifiche (ma ve lo devo chiedere io – letteralmente – se il mio pacco è andato perso?);

3. La mancanza totale di comunicazione dello spedizioniere scelto in questo caso da Amazon (il pacco è stato rubato? Perso ? Affondato insieme ad una nave? Precipitato insieme ad un aereo tipo Castaway? Arriverà con una diligenza direttamente dalla Mongolia per il Capodanno cinese del 2025?).

Prima di proseguire, linko qui sotto le valutazioni su Trustpilot del corriere in questione:

 

VALUTAZIONE BARTOLINI – 4702 recensioni con voto medio di una stella  (= scarso)

 

Quello che invece sorprende di più è la valutazione di Amazon: 9789 recensioni con una valutazione di 2,5 stelle (=mediocre) – Con una forbice piuttosto ampia fra il 47% di utenti soddisfatti e l’altra metà poco o per nulla soddisfatta.

Fatto curioso: uno shop online di prodotti tech cinesi come Honorbuy (la versione italiana) presenta uno score decisamente migliore: 1575 valutazioni con il 90% di clienti soddisfatti. Anni fa io stesso ho acquistato un prodotto (smartphone) e, forse per puro caso, è arrivato in tempi decisamente brevi (3 giorni). Era l’alba degli XIAOMI in Italia.

Da questo ecco le 5 considerazioni:

  1. Amazon non è meglio o peggio di qualunque altro shop online. Evitate acquisti costosi online e, se lo fate, assicurate la spedizione.
  2. Le spedizioni gratuite sono l’anticamera dell’angoscia e della probabile perdita dell’acquisto. Diffidate anche della spedizione attraverso Amazon: meglio ma non vi mette comunque .al sicuro dalla mancata consegna del pacco. Se spedito dalla logistica di Amazon dovrebbe essere sempre possibile scegliere anche il corriere (a costo di pagare qualcosa in più). Si sa che in Italia molti di questi lavorano meglio in determinate parti del territorio. Bartolini non è fra questi a giudicare dall’uniformità di pareri negativi provenienti da Nord come da Sud.
  3. Più in generale, diffidate delle recensioni su Amazon (anche peggio che su eBay): la tendenza è quella di mostrare le positive ed eliminare le negative.
  4. Tornando al punto 3. Per qualsiasi spedizione con qualsiasi shop online, evitate corrieri  le cui recensioni li collocano fra gli incapaci (non capaci di recapitare un pacco e di gestire le proprie risorse) o hanno una reputazione così negativa.
  5. Pretendete una comunicazione precisa e non fatta di risposte preconfezionate (90%  della comunicazione su Amazon funziona così).

Non ci sono molti altri accorgimenti. Alle volte, pare strano, conviene spendere qualche euro in più, ma rivolgersi direttamente al proprio negoziante (uno store fisio) di fiducia, evitando mille mediatori di mezzo. Questo è l’unico modo (ANCHE NEL 2020) per effetuare un acquisto sicuro al 100%.

 

 

 

 

 

 

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