Wordpress sì o no? Il 2019 sarà rivelatore

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WordPress sì o no? Il 2019 sarà rivelatore

WordPress è la piattaforma del futuro? 

Per rispondere a questa domanda dovremmo fare una piccola/lunga premessa.

Che WordPress sia il CMS più popolare del web è un dato di fatto, non c’è da discutere su questo fatto. Oltre il 29% dei siti presenti nello spazio virtuale sono realizzati con questo strumento molto duttile ma anche limitante per certi versi.

Perché limitante?

I dati di Google parlano chiaro: wordpress è una piattaforma molto pesante e spesso poco ottimizzata che gira molto lentamente rispetto ad altri concorrenti.  Le normali risorse di un server condiviso spesso bastano a malapena a far filare i mastodontici siti in wp.

Anche per questa ragione i ragazzi di Mountain view  hanno avviato una sorta di avvicinamento (per un chiaro interesse commerciale prima di tutto) per creare una futura collaborazione che potrebbe giovare ad entrambi i colossi. Per ora Google si sta limitando a creare un ambiente inospitale per molti siti wordpress presenti, perlomeno tutti quelli che non rispettano in modo ferreo le sue regole. E’ la voce del padrone insomma e nessuno può fare orecchie da mercante a questo punto.

La collaborazione sarà soprattutto in funzione dello sviluppo di siti sempre più veloci e sicuri.

Ecco le parole di Alberto Medina, Developer Advocate in the Content Ecosystems Team di Google:

Our WordPress vision covers a lot of exciting work across the full breadth of the WordPress ecosystem: collaborating on WP core, developing themes, plugins, and WP-tailored tools and infrastructure, and engaging with the broader WordPress community of publishers.

La cosa potrebbe avere sia un risvolto positivo che uno fortemente negativo, considerando la tendenza sempre più forte alla commercializzazione di ciò che prima era libero e a disposizione di tutti, senza parlare della cannibalizzazione della piattaforma da parte di Google (anche se solitamente questa azienda si limita al controllo delle società acquisite come nel caso di WAZE).

E’ quindi la fine della web-democracy di Worpress?

Non è detto ma potrebbe trasformare nel corso del tempo questa popolare piattaforma (non è un termine scelto a caso) in una istituzione elitaria, un po’ come accade ora per Magento e  in parte anche Prestashop.

Dall’altra parte però tutto questo fermento potrebbe portare ad un effettivo ed efficace miglioramento dei siti wordpress, le cui prestazioni sono troppo condizionate dall’estro del creatore del template di turno. Diciamo, inoltre, che i vari siti wp sono  già al centro di un fitto commercio: prendiamo ad esempio Themeforest, per cui alla fine della fiera non sarebbe nulla di diverso rispetto a quanto sta già accadendo.

La partnership in questione potrebbe anche apportare un certo rank-up di tutti i futuri siti wp che saranno giocoforza SEO – compliant  con le normative attualmente in atto.

Quindi Worpdress Sì o no?  E’ nostro parere che, come sempre accade, nulla verrà stravolto in modo eccessivo. Possono dormire sonni tranquilli le piccole web-agency che hanno realizzato i loro siti web con questa piattaforma. WordPress è in crescita e continuerà ad essere lo strumento preferito per molti, non solo per la sua semplicità d’uso, ma anche per il suo accattivante e variegato parco template.

 

 

 

 

 

 

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